Dalle aride ossa all’uomo vivente di John Lewis
Recensione a cura di Simone Macchi (Chinesiologo e studente EDUCAM S.O.I.)
Il libro in questione è una biografia che si concentra sulla vita dell’ideatore, nonché fondatore dell’osteopatia, Andrew Taylor Still; partendo dalla nascita a Jonesville, Missouri, attraverso una dettagliata e mirata descrizione degli eventi i quli hanno fatto in modo che, l’allora giovane Dottor Still, iniziasse ad intraprendere questa nuova strada, allontanandosi per sempre dalla Medicina, per portare benessere e salute alle persone in un mondo totalmente diverso rispetto ai canoni di quel tempo.
John Lewis ci illustra la forza e la determinazione del pioniere della disciplina osteopatica e come sia riuscito a far ricredere tutte le persone che sostenevano che egli fosse solo un pazzo o un ciarlatano; infatti nel libro si dice che persino gli stessi familiari di Still dubitarono delle potenzialità e dell’efficacia di tale approccio terapeutico, allontanandosi da lui per diversi anni. Ma ciò che spinse Still a intraprendere per sempre la via dell’osteopatia per curare le persone che necessitavano di aiuto fu la morte di tre dei suoi figlia causata dalla meningite. Quell’evento drammatico, come scrive Lewis, scatenò in lui la riluttanza verso le pratiche mediche e i farmaci e che venivano usati in quel tempo, così da iniziare a lottare con una sempre più grande determinazione, affinché l’osteopatia divenisse una pratica comune e soprattutto riconosciuta dal mondo scientifico, in modo tale da avere gli stessi diritti della medicina. Innanzitutto, nel 1882, fondò la American School of Osteopathy, prima scuola di osteopatia al mondo; ma questo evento non fu sufficiente a fare regolare l’osteopatia nello stato del Missouri anzi, il libro ci spiega come il primo stato a riconoscere l’osteopatia fu il Vermont nel 1896. Soltanto un anno dopo l’osteopatia trovò la sua regolamentazione anche nello stato del Missouri per la gioia e la felicità del suo ideatore. Con gli anni molti stati si unirono ai già precedenti citati cosicché alla sua morte l’osteopatia era stata regolamentata in quasi tutti gli stati degli Stati Uniti d’America e piano piano stava muovendo i suoi passi anche in Europa per merito di John Martin Littlejohn che fondò la British School of Osteopathy a Londra nel 1915.
La dote che contraddistinse Still nel corso degli anni, non fu soltanto la forza d’animo che lo spinse a fondare un nuovo metodo per guarire le persone, ma soprattutto l’umiltà e la generosità del vecchio dottore che, come espresso nel capitolo 1” e pensare che potrebbe essere ricco sfondato”, aveva dei trattamenti di riguardo verso quelle persone con problemi finanziari che non potevano permettersi le cure. Di fatti si diceva di lui: <Se nella sala d’attesa c’erano un uomo ricco e il figlio della lavandaia e lui non aveva tempo per entrambi, di solito mandava via il ricco e trattava il povero. Diceva che il ricco poteva trovare aiuto altrove, ma il povero no>. Delle volte ai clienti che non potevano permettersi le cure venivano offerti anche vitto e alloggio; infatti il suo motto era “aiuta i bisognosi e tratta tutti giustamente”; in questo concetto molto attuale, in particolare negli Stati Uniti, ha sintetizzato, secondo me, il valore principale dell’osteopatia che è quello di aiutare il prossimo, seguendo una regola nella vita “innanzitutto la ragione, ma sempre e comunque la giustizia e l’umanità”
Lewis John. A.T. Still. Dalle Aride ossa all’uomo vivente. Blaenau Ffestiniog. Dry Bone Press, 2012. Edizione Italiana 2016
Coll. 1.B.13 (01831) sezione Osteopatia – Testi Storici

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